Le poesie di Carlo Paganelli

La schiera del Brandale

Timide luci attraverso i palazzi

la città sonnecchia

appena di tintinnio delle tazzine.

Timide luci colorano i palazzi

la città cerca ancora i vestiti adatti

voci dalle case animano l’esistenza.

Lontana la Torretta, avamposto sul mare

chiusa dalla schiera nel Brandale

barche ormeggiate, locali chiusi

un torpore che fagocita ogni crisi.

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Le poesie di Carlo Paganelli

Tango

Tornerai in una notte insonne, e silente

finalmente ci riconosceremo

lungo le strade, i passi fianco a fianco

dentro quell’intensissimo tango

che non bastava a unirci nel dolore.

Resterai nelle parole del giorno che viene

rideremo insieme

oltre il tempo, immobile:

onde non bagneranno la spiaggia

senza più rabbia i nostri sguardi

senza più credere sia tardi.

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Le poesie di Carlo Paganelli

Inizia da oggi , e per tutto il mese di giugno, la pubblicazione delle poesie del caro amico Carlo Paganelli, autore savonese che con piacere ospitiamo sul nostro sito. Buona lettura!

Fermata

Torno a Savona da una di tante fermate

definitive, provvisorie, e mai salvifiche:

torno a questo centro storico perpendicolare

e ai caruggi, e piazzette che calano a mare;

torno a questo brulicare di voci feroci

si confonde di benevolenza affettata;

torno alle alte vie al sentore di iodio

odora pini in macchia d’azzurro.

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L’ORDALIA DELLE PAROLE

estratto dal libro di Giovanni Ollino

Il poema ispirato danza

nei campi di gemma, irrorati

dal nettare benedetto

del mistico seme lirico.

Come un volo d’airone,

l’alma semantica rapita

si fonde con la brezza

sibilante dell’estasi letea.

Oh, oceano vibrante di turchese,

fragrante di candide spume,

che dai alla luce la fulgida poesia,

violettea estensione tremula

di questa plaga incantata!

Nell’algido verno

i nivei runi si spargono

simili a fiocchi ghiacciati

ad ammantare le terre sepolte,

silenti guardiani in attesa

del risveglio di primavera.

Allora i fiori di papavero

rischiareranno i sentieri

del glorioso linguaggio,

come fedeli dioscuri del mattino.

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RIFLESSI ELEGIACI

Raccolta di poesie di Giovanni Ollino

LO SPECCHIO INFRANTO

Diaccio di cristallo infranto

con la mia scissione  

d’anima lacerata,

in cocci esanimi frazionata.

Orbe vitreo, 

gemello sembiante,

rendi stille di corpo

e frammenti di psiche.

Vertigine senza volto,

spoglia e anonima,

forma brulicante di

fuoco immanente.

(Specchio, oracolo dassenza,

nello sfascio tuo 

si compie la mia rovina:

in me si frange l’essenza,

ed emergono

legioni di personalità,

sparse al vento 

da ogni lato 

del prisma rifrangente.)

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RIFLESSI ELEGIACI

Raccolta di poesie di Giovanni Ollino

Il quadro nel quadro

Quale immaginifico segno

è questo dipinto riflesso

in un altro, figli vividi

dello stesso genio creatore?

L’ipnotica luce, nel pallore

della stanza museale,

quale metafisica proiezione

ha infuso nel capolavoro

nato per essere ammirato!

(L’imprevedibile amplesso

ha generato il nuovo quadro,

astro che vive simbiotico,

come le barche in un golfo

popolato di antichi stridori.)

Nella casualità del tutto

la scintilla della creazione,

divina armonia celeste,

clemente ha dispiegato

le sue candide ali benevole.

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