da Giovanni Ollino | Lug 28, 2025 | cronache, poesie
di Giacomo Franco
Inizia oggi una interessante e spero proficua collaborazione con l’autore savonese Giacomo Franco, che gentilmente ha condiviso con noi alcuni Suoi componimenti, per la pubblicazione sul sito.
Si tratta, come dice il titolo, di una serie di liriche di flusso e riflusso, simili al movimento delle onde marine, caratterizzate dall’emergere di illuminazioni e sensazioni che ci avvolgono e rincorrono, estremamente evocative e pregne di richiami sensoriali.
La sue poesie puntano a trasmettere il gioco dell’anima, attraverso emozioni, immagini, parole.
Sono sicuro che incontreranno il Vostro interesse e la curiosità di approfondire la conoscenza di questo autore poliedrico.
Un ringraziamento a Giacomo e buona lettura a tutti!
BAGLIORI D’ALTO MARE
seducente poesia
ci raggiungi nel silenzio
esplorando la nostra solitudine
cielo e terra sospesi nella bonaccia
in una veglia che ci proviene dagli dèi
limpido canto ai confini del grande mare
dalle onde addormentate si fa luce
come un volto svelato l’ultimo sonno
e tu disegni sulla soglia la tua passerella
sospesa sulle rive del grande lago stellato:
chi si accosta alla tua luce non farà ritorno
perché tu adesso, come per sempre, l’incateni
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da Giovanni Ollino | Lug 23, 2025 | cronache, poesie
CHIAROSCURO
Vertigini d’ocra
intinte nel cielo bronzeo,
con l’alta erba inane che
si fa velluto di tenebra.
Chiaroscuro mistico
sui tetti di malta,
spettatori inerti
dei dardi ambrati.
(Ove può albergare
il vero senso delle cose,
in questo proscenio spoglio,
senza più attori?)
Penombra aulica,
che tutto sommergi
nel grembo infinito,
accogli gli aneliti
di chi ancora sogna,
mentre l’arpa del vento
suona una melodia velata.
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da Giovanni Ollino | Lug 14, 2025 | cronache, poesie
Dopo una selezione di poesie dell’amico Carlo Paganelli, che nuovamente ringrazio,
continua la pubblicazione dei miei componimenti sul tema dei riflessi in poesia.
Grazie a tutti per i graditi riscontri.
IL CANTO DELLA PIOGGIA
Struggenti battaglie inscenate,
celesti guerriere del firmamento,
leggiadre gocce di pioggia,
mentre al suolo precipitate.
Come esseri di luce vi tuffate
a fecondare i campi ora virenti,
strali vigorosi scagliati verso
una terra barbara e adusta.
(Nel ciclo fatale dell’universo,
siamo fili argentei di anima,
nell’eterno mutamento
fiorisce la nostra esistenza.
Infiniti mondi custodiamo,
e, come prismi
riverberanti,
lucenti li dipingiamo nell’iride.)
Custodi della punicea bellezza,
ammantate di roseo gaudio,
gli uomini devoti vi attendono,
nelle diafane ali celate la speranza.
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da Giovanni Ollino | Lug 9, 2025 | cronache, poesie
Nobile scolo
Ascensori pieni di attese
in ospedale con muri dai colori tenui
gridano speranze e disperazioni.
Una cappella in ogni ospedale
qualcuno si ferma come per riposare
piangere lacrime:
nobile scolo di pausa di un moto senza requie.
Uno strisciante parossismo sembra
chiudere medici e infermieri in una banale fretta.
L’ospedale è il luna park della velocità
zucchero filato per non pensare
dove sono stato, dove sono finiti tutti quei vecchi
stretti in un pronto soccorso collassato;
lamenti da sotto le coperte tutt’uno con la solitudine,
ammasso di detriti che non possiamo smaltire
il male che col bene fa abitudine fra colori tenui.
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da Giovanni Ollino | Lug 1, 2025 | cronache, poesie
Negli anni che segnano il divario
Pelle quasi di vetro
tempi trascorsi nel lavoro
che siano offerta ai nostri giorni,
rimasti.
Dovere non si crea nel dizionario
i nostri vecchi sono base su cui saremo
altezza nel modo in cui li tratteremo
negli anni che segnano il divario.
Profondamente siamo come loro sono
in un gioco di somiglianze
innocuo quanto dolorosissimo
si affaccia in antiche stanze.
Pelle quasi di vetro
avremo anche noi in tempi non lontani
che rendano offerta ai nostri giorni,
rimasti.
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da Giovanni Ollino | Giu 26, 2025 | cronache, poesie
Alla notte
Alla notte serve un riparo:
lampioni rischiarano panchine
dentro luci di portoni in penombra,
fissa continuamente le insegne dei negozi.
Alla notte serve un riparo:
teme la paura che incute all’umano
il babau sotto il letto dei bimbi,
si acquatta sotto le abatjour
tenute fievolmente accese.
Alla notte serve un riparo:
si stanca spessissimo del buio,
la letteratura sul suo conto
di cui non ha deciso trama e racconto.
La notte è esausta del pericolo in vie armate:
bottiglie rotte, macchine con multe salate,
e angoli in cui una misera risata si nasconde
e momenti in una zuffa improvvisa si confonde.
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