Le poesie di Carlo Paganelli

Nobile scolo

Ascensori pieni di attese

in ospedale con muri dai colori tenui

gridano speranze e disperazioni.

Una cappella in ogni ospedale

qualcuno si ferma come per riposare

piangere lacrime:

nobile scolo di pausa di un moto senza requie.

Uno strisciante parossismo sembra

chiudere medici e infermieri in una banale fretta.

L’ospedale è il luna park della velocità

zucchero filato per non pensare

dove sono stato, dove sono finiti tutti quei vecchi

stretti in un pronto soccorso collassato;

lamenti da sotto le coperte tutt’uno con la solitudine,

ammasso di detriti che non possiamo smaltire

il male che col bene fa abitudine fra colori tenui.

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Le poesie di Carlo Paganelli

Negli anni che segnano il divario

Pelle quasi di vetro

tempi trascorsi nel lavoro

che siano offerta ai nostri giorni,

rimasti.

Dovere non si crea nel dizionario

i nostri vecchi sono base su cui saremo

altezza nel modo in cui li tratteremo

negli anni che segnano il divario.

Profondamente siamo come loro sono

in un gioco di somiglianze

innocuo quanto dolorosissimo

si affaccia in antiche stanze.

Pelle quasi di vetro

avremo anche noi in tempi non lontani

che rendano offerta ai nostri giorni,

rimasti.

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Le poesie di Carlo Paganelli

Alla notte

Alla notte serve un riparo:

lampioni rischiarano panchine

dentro luci di portoni in penombra,

fissa continuamente le insegne dei negozi.

Alla notte serve un riparo:

teme la paura che incute all’umano

il babau sotto il letto dei bimbi,

si acquatta sotto le abatjour

tenute fievolmente accese.

Alla notte serve un riparo:

si stanca spessissimo del buio,

la letteratura sul suo conto

di cui non ha deciso trama e racconto.

La notte è esausta del pericolo in vie armate:

bottiglie rotte, macchine con multe salate,

e angoli in cui una misera risata si nasconde

e momenti in una zuffa improvvisa si confonde.

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Le poesie di Carlo Paganelli

La schiera del Brandale

Timide luci attraverso i palazzi

la città sonnecchia

appena di tintinnio delle tazzine.

Timide luci colorano i palazzi

la città cerca ancora i vestiti adatti

voci dalle case animano l’esistenza.

Lontana la Torretta, avamposto sul mare

chiusa dalla schiera nel Brandale

barche ormeggiate, locali chiusi

un torpore che fagocita ogni crisi.

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Le poesie di Carlo Paganelli

Tango

Tornerai in una notte insonne, e silente

finalmente ci riconosceremo

lungo le strade, i passi fianco a fianco

dentro quell’intensissimo tango

che non bastava a unirci nel dolore.

Resterai nelle parole del giorno che viene

rideremo insieme

oltre il tempo, immobile:

onde non bagneranno la spiaggia

senza più rabbia i nostri sguardi

senza più credere sia tardi.

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