RIFLESSI ELEGIACI

MIRAGGI

Quintessenze di blu,

cosparse nell’aria tersa,

con l’orizzonte immoto,

oblungo riflesso termico.

Nell’atmosfera sospesa

il miraggio crea mondi fittizi

davanti a noi attoniti,

spettatori dell’incantesimo.

(Esasperati lasciti

di mirabili desideri perduti,

scorsi senza lasciare traccia,

se non nell’aria rarefatta,

ululano la loro riscossa

al panorama illusorio.)

Quanto somiglia in fondo 

questo incanto ottico

alla fantasticheria ingenua 

del bambino che fui?

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RIFLESSI ELEGIACI

L’oblio della memoria

Frammenti spezzati di esistenze volate,

vissute dal finestrino del treno

che balena nella tenebra,

fendendo campi e ardui sogni.

Le città nere, con le case immote,

argentate dal plenilunio,

custodi silenti di segreti,

drammi e destini incrociati.

(Quante complesse realtà ho lambito, nella folle corsa verso il nulla eterno;

quanti attimi hanno contato veramente, in questa notte infinita?)

Migliaia di afflati sgorgano 

dalle finestre spettrali,

urlando ai barbagli selenici

tutta l’ansia delle vane speranze.

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RIFLESSI ELEGIACI

L’incubo

L’oracolo di cristallo 

ovunque rifrange fulgori,

prisma senz’anima

che domina la camera cupa.

Misterici bagliori

s’immillano fatali,

a sancire il primato 

sugli uomini, della notte.

Criptico caleidoscopio 

di forme e colori,

che governa nel silenzio

della tenebra attonita.

(Quanto è reale il sogno,

assillante tarlo che s’insinua,

come un incubo vigile,

nella riflessione nevrotica 

del nulla eterno che ci attende?)

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RIFLESSI ELEGIACI

Il sogno vivido

Diaspore cremisi 

di mutevoli intenti,

nella foresta incantata 

di Ipno ho rivissuto,

col sopore notturno

a farmi da suadente alleato.

Iperbolici voli nell’etere,

ebbri di fantasie pervinca

e abbagli di tese scintille,

distese nell’indaco immanente.

(Fame di idee e nubi indorate,

corrusche luci in magnetici sipari…

solo il sogno può soddisfare 

quest’ansia febbrile di vita!)

Nel teatro dei desideri 

i guizzi ferini delle immagini

si fondono coi ricordi strappati,

come fregi di stendardi,

simboli di casati ormai dissolti.

Il labirinto della memoria 

tutto mescola, mosaico adorno 

le cui tessere grondano 

di colori e aromi dispersi.

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RIFLESSI ELEGIACI

IL CANTO DELLA PIOGGIA

Struggenti battaglie inscenate, 

celesti guerriere del firmamento,

leggiadre gocce di pioggia,

mentre al suolo precipitate.

Come esseri di luce vi tuffate

a fecondare i campi ora virenti,

strali vigorosi scagliati verso

una terra barbara e adusta. 

(Nel ciclo fatale dell’universo, 

siamo fili argentei di anima, 

nell’eterno mutamento 

fiorisce la nostra esistenza.

Infiniti mondi custodiamo,

e, come prismi

riverberanti,

lucenti li dipingiamo nell’iride.) 

Custodi della punicea bellezza, 

ammantate di roseo gaudio, 

gli uomini devoti vi attendono,

nelle diafane ali si cela la speranza.

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POESIE DI RISACCA

Liriche di Giacomo Franco

Termina questa settimana la pubblicazione della selezione di poesie dell’artista savonese Giacomo Franco, che colgo l’occasione per ringraziare vivamente per la collaborazione, con l’augurio che nuovi lettori possano apprezzare le sue raccolte.

PLENILUNIO

tu lentamente scavalchi il plenilunio

illuminando il viale, e la tua tela

raggiunge piano il mio cancello

disegnando il tuo ricordo alla finestra

la navicella dei miei sogni ha fatto vela

e adesso ondeggia e va sulla laguna,

io non so più fermarla, è già un vascello

che scivola lieve sulla strada maestra

dove l’angolo del sole e quella della luna

allineati in cielo lungo un canale

mi accompagnano oltre il guado,

veliero di palude senza fortuna

frammento del sonno”

un tiepido vento si affaccia dal buio

la sera colpisce i miei sensi

il mio sguardo cade

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