Cronache Elisabettiane

dal libro “Per ogni battito del mio cuore” di Elisabetta Giudici

Forse la sofferenza di chi come me ama di un amore che non ha scampo è solo una metodologia per trasformare, divenire, cambiare.

Trasformarsi.

E fare sì che anche il dolore più acuto diventi qualcosa d’altro, una fonte generativa di bene, di miglioramento per gli altri.

Gli altri? Gli altri chi?

Tu, amore mio che sei.

Peccatori per amore? Missionari per amore?

E quanto può essere pesante e indefinibile il peccato d’amore?

Sulla croce, sulle infinite e assurde croci del mondo, quanto il peccato d’amore può pesare sulla strada della salvezza?

Il peccato d’amore passa, leggero come le piume degli uccelli del cielo.

Il peccato d’amore se è Amore vero, Amore Assoluto appunto, è amore che dona, amore che consola. E non teme la morte. Esso è eterno, come eterno è il perdono.

Un cielo di stelle

E la tua candela

Bianca

Fiamma che si spegne

Nella notte…

Tu

Accendi di passione

Il tuo cuore, il mio cuore

Così

Perdutamente

Amore.

Gesti memoria ricordo: Noi, Tu…

Teneramente

Eternamente amato,

Amati, abbracciati:

Nell’amore di Dio.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica.            

Cronache Elisabettiane

dal libro “Per ogni battito del mio cuore” di Elisabetta Giudici

Spazio

Come

Segmento del tempo

Della

Nostra

Anima.

Pensiero e preghiera.

Poesia e preghiera.

Poesia è

Preghiera.

E’

La totale verità

Del tempo ripetuto

E rimasto:

Essere se stessi per amare.

Amare.

Altrimenti.

Anche.

Anche se poi non sai

L’amore

Cosa sia:

Qualcosa

Che

Resta e resiste.

Sempre e per sempre.

Più grande di noi.

Noi: oltre.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica.            

Cronache Elisabettiane

da “L’amore inutile” di Elisabetta Giudici

Fare bene il Bene.

Bene.

Ti sembra poco,

Amico mio?

A me pare il tutto

del senso

o

il senso del tutto.

E non c’era più nulla , non c’è più nulla, ora come allora, solo la nostra amicizia.

La spiaggia, con i rami di palme mossi dal vento.

Potrebbe essere altrove, potrebbe essere qui. E’, mentre da lontano note di violino struggenti che ci graffiano il cuore ci ricordano che il tempo non esiste. O forse non è mai esistito, se il tempo di rivederci è già passato.

“ Si, Witty, domani”

“Ci vediamo”

Perché essere amici, l’amicizia sacra come la intendiamo noi, come noi la viviamo, è l’unico modo per addomesticare il dolore.

E la morte che prima o poi verrà. Se qualcosa dovrà accadere, io sarò più vera, più forte e più sicura, se non sarò totalmente sola, se non saremo soli, in attesa che i nostri ricordi, insieme, ci riportino sulla strada della luna, in una sera, al mare del primo autunno, quando tutto doveva ancora venire.

E non lo sapevamo, non potevamo immaginare.

“Ma tu ci pensi che tra un po’ finiscono le vacanze?”

Sospirone. Profondo dissenso.

“Ricomincia la scuola”

“ Io non ho ancora fatto i compiti”

“ Domani li facciamo insieme, ti aiuto io. Ora non ci pensare, ti aiuto io”

Appunto.

E’ tutto lì il senso della vita. E vale per tutto e tutti, non solo per l’amicizia. Vale per ogni “altro”.

E per un oltre, un al di là delle cose e forse anche di noi stessi: quel ti aiuto io che senza amore non avrebbe senso di esistere. Non ci sarebbe niente senza amare.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica.            

Cronache Elisabettiane

da “L’amore inutile”

Treno, aereo, nave, auto, pullman…ciascuno si sistema al suo proprio posto. E, in questo segmento di tempo che noi chiamiamo vita, e in questo viaggio che a noi pare eterno ci trovi lui, il mio amore inutile che, come un treno, un aereo, un pullman… si fa carico di tutti e di tutto: non domanda nulla, lascia salire. Si fa guidare, e nemmeno sa bene dove andare, nemmeno ha bisogno di chiedere, perchè chi conduce è un altro, è Altro. Il compito dell’Amore inutile, di tutti gli amori inutili del mondo è proprio questo: portare, portarsi, ma lasciarsi guidare. Il conducente è un altro, l’amore eterno, il principio assoluto di esistere, la ragione e il significato… eterno è il soffio che ci riconduce all’amore che ci ha voluti. E i dubbi non hanno memoria e nemmeno strade.

Segui il mio sogno

Conosce la strada: io con te

tu con me: potrei svegliarmi

e lo so

apparente,

eterno movimento

che non dorme

sono:

divengono,

voli di sogni, progetti

solchi,

orme di passi mai perduti,

metodica dell’amore

e’ il bene.

Più forte del no eterno,

del peggio della morte,

del no significato

significante e dell’inutilità:

e’ destino.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica.                

Cronache Elisabettiane

Da questo giovedì, sino a Natale, il mio blog ospiterà i racconti e le poesie dell’amica Elisabetta Giudici.

Chi è Elisabetta Giudici?

E’ nata e vive a Savona, laureata in filosofia, impegnata da sempre nel sociale e in numerose attività di volontariato, si occupa professionalmente di Economia Circolare, recupero e valorizzazione di testimonianze, spazi ed eventi vintage, con particolare attenzione alla riqualificazione etica, artistica e culturale del commercio.

Tante le sue opere e difficile la scelta degli estratti, ma cominciamo con L’Amore Inutile, prosimetro in cui Elisabetta alterna prosa e poesia esaltando il mondo esterno e l’io interiore di Astrid, la protagonista.

Scoprirete che L’Amore Inutile non è inteso nella sua accezione negativa. Ma non voglio svelarvi altro… buona lettura!

da L’AMORE INUTILE

Tu non sai

quanto

io ti pensi.

ti penso in ogni istante

perchè sei l’istante

e anche

l’eternità.

non so cosa significhi,

che cosa si modifichi,

mentre

mente e cuore

si perdono di là di te,

tu mi ascolti

tu mi parli

e ti importa di me.

Tu mi guardi, ti accorgi di me

e

ti prendi cura di me.

mi chiedi come stai

e potrei dirti

che questo + già amore,

per me l’amore:

guardarmi,

vedermi,

vedermi e capire,

amarmi.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica.