Racconto giallo di Vittorio Nicoli

III puntata

Venuti trova la vedova, – inconsolabile, chissà perché si dice sempre così, nella mia esperienza spesso si consolano facilmente, – in compagnia dei parenti che la coprono di attenzioni: ha il viso segnato e gli occhi ancora gonfi, il suo bell’aspetto adesso è dimesso come un fiore reciso. Il nostro la prende alla larga, fingendo di essere passato per un supplemento del primo sopralluogo, non avendo l’ardire di porre subito altre domande, anche se sa bene che la domanda è poi una soltanto: chi poteva volere la morte del sindaco, e perché ha taciuto della visita di Rossi. Intanto fa un secondo giro nello studio, scortato dalla governante ed esamina con calma la stanza. Attira il suo interesse la grande libreria che occupa pressoché tutta la parete: chiede con che stanza confina e scopre che è la camera da letto. Gli sovviene il dubbio che possano essere comunicanti e la governante conferma di un passaggio fra i due locali, proprio attraverso la libreria che si apre con un pulsante.

“Allora il sindaco poteva non essere solo al momento della morte, qualcuno avrebbe potuto introdursi nello studio dal passaggio, ossia l’omicida”. La governante a quelle parole appare scossa, ma conferma che lei e la signora erano nel salone di sotto al momento dello sparo e il signor Rossi era andato via, perché la signora lo aveva salutato almeno mezz’ora prima, l’aveva sentita mentre sistemava la sala da pranzo. A questo punto Venuti scende le scale e va per rivolgersi alla vedova, ma un figuro alto e magro, vestito di tutto punto e con un bel foulard al collo gli si para innanzi. “La lasci stare! Non vede com’è scossa?”

“Lei sarebbe…” sibila Venuti.

“Il padre sono! Il cavalier Battocletti! Forse il mio cognome le dice qualcosa, qui conto molto più di lei tanto per dire.”

“ Mi creda cavaliere, qui tutti contano più di me, ma io per lavoro faccio indagini e ho ormai la certezza che la morte del suo compianto genero sia un omicidio.”

A quelle parole la moglie esplode in un misto fra un urlo ed un pianto strozzato. “Imbecille! Ma non vede…” Battocletti si inalbera.

“Adesso basta vedo benissimo,“ e rivoltosi alla vedova “domattina venga da me in commissariato: ho alcune domande da rivolgerle, se ritiene venga con il suo avvocato, anche se non ho alcuna accusa nei suoi confronti, per il momento.” La donna non replica e non reagisce, il padre esclama un “Fuori! Si levi dai coglioni! Domattina il nostro legale verrà con mia figlia nello studio, se ne pentirà Venturi!”

“Venuti non Venturi cavaliere, non sbagli che qui ci va di mezzo un innocente…” dice il commissario mentre si allontana, sa già che il sostituto procuratore gli farà una scenata.

Sono passati alcuni giorni nei quali la pressione mediatica non ha dato sosta al nostro, costretto a tenere la bocca cucita e dissimulare negando la prosecuzione dell’indagine. Meno si sa, più è probabile che il colpevole si tradisca. Una mattina Verdi lo accoglie con i dossier delle due donne, come da sua richiesta. Venuti li legge avidamente e scopre che la vedova ha avuto incontri piuttosto frequenti con il Rossi, mentre la governante ha incontrato solo il vecchio cavaliere. Hai capito, la vedova inconsolabile? Durante l’ultimo interrogatorio alla presenza dell’avvocato non è venuto fuori nulla, se non il fatto che il Rossi era di casa per via della politica, quindi lei non dava peso alla sua presenza. Certo che il Rossi è proprio brutto, pensare ad una tresca sembra difficile, fatto salvo non si tratti di questioni politiche. Ma dal dossier non emerge nulla. Sarà per caso il fascino dell’astro nascente contro il sindaco, astro calante?

Prende il soprabito e si incammina verso la villa liberty per una nuova chiacchierata con la sospetta. Percorre tutta la strada a piedi dalla fermata del bus dove ha deciso di scendere; saranno cinque chilometri nei quali cerca di chiarire il quadro nella sua testa: l’occasione per narcotizzare ed uccidere l’avevano le due donne, o comunque sono in accordo con qualcuno, ma chi e perché? Il sindaco aveva scoperto la tresca? Voleva licenziare la governante, o aveva avuto uno scontro di partito?

E’ giunto finalmente alla sua meta, ma non fa in tempo a varcare il cancello di ingresso, che gli si para innanzi il Battocletti ed il suo volto dice tutto prima ancora delle sue parole: a sorpresa Venuti lo squadra da lontano, si ferma come a rimuginare, poi gira sui tacchi e va via, torna al commissariato e chiede di conoscere la storia del beneamato cavaliere, gli affari e le abitazioni…stavolta lo voglio al volo, in un’ora al massimo!

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