Ed ecco l’ultima poesia per questo mese della collega Chiara Casale, che ringraziamo di cuore per l’attenzione dedicata al nostro sito. Buona lettura!
di Chiara Casale
Il Carillon
C’era una volta un carillon posto in bella mostra in una bottega di nome Pappion.
All’interno, sua abitante, viveva una ballerina dal talento strabiliante, che ogni giorno di ogni dì danzava sulle sue dolci note, posata lì.
Un giorno, un passante, incantato da quella melodia così invitante, entrò nel piccolo negozietto, in cerca dell’oggetto, responsabile di quel suono così perfetto e una volta trovato il carillon, immediatamente lo comprò, poiché si era innamorato a prima vista della dolce ballerina e di quella danza unica e divina. Così dall’incontro di due cuori diversi e indipendenti, quel giorno nacque un amore senza precedenti.
Ogni notte dalla sera alla mattina, per ore e ore, l’uomo, guardava danzare la sua ballerina e, cullato dalle note di quella melodia, si lasciava guidare in un sonno di serenità e armonia. Da quando il carillon aveva acquistato, si sentiva così cambiato, e per molti anni quella musica e quell’amore riuscirono a colmare ogni suo dolore.
Ma come per tutte le cose più belle di questa vita travagliata, nessuna dura per sempre se viene trascurata. Come oggetto, il carillon aveva bisogno di una costante manutenzione e come donna, la ballerina aveva bisogno della giusta attenzione, ma purtroppo un giorno, all’improvviso, quell’uomo che credeva di aver trovato con loro il paradiso, si dimenticò della ballerina il sorriso. Così lasciati arrugginire, lei smise di ballare e il carillon, la musica, eseguire.
Tornato al triste silenzio della realtà, il passante prese il carillon e lo gettò tra i rifiuti della città. Come un vecchio e inutile straccio usato di cui non si ricorda nulla, neanche il motivo per cui lo si ha comprato. Finché un giorno, passando davanti ad un negozio di antiquariato, l’uomo udì di nuovo quel suono di cui una volta si era innamorato, e fu così che una volta entrato, rivedendo la sua ballerina, splendente su quel piedistallo argentato, si ricordò di quella felicità che aveva ricevuto e abbandonato.
Assolutamente certo di rivolerlo acquistare, chiese al commerciante quale fosse il prezzo da pagare. “Questo oggetto non è in vendita, ma tutto il resto si può acquistare”. Pensò che fosse una strana risposta da dare e perciò chiese ancora “ Perché proprio solo questo oggetto non si può compare?”.
Lui gli spiegò con aria beata che l’aveva trovato per strada tra altra roba rifiutata, e che, affascinato dallo splendore delle sue rifiniture, lo aveva restaurato eliminandone tutte le brutture. L’intenzione era di venderlo, ma non appena riprese a suonare e la ballerina ricominciò a danzare, il suo cuore si riempì di una gioia che mai la vita gli aveva fatto provare. E fu allora che capì cosa fare, mai più nessuno avrebbe impedito a quella ballerina di ballare. Da quel giorno decise che come un tesoro quel carillon sarebbe stato, da lui custodito, in modo che tutti, per sempre, il suono della felicità avrebbero udito.