LA MACCHIA

Fievole frammento di materia,

incorporea macchia ambrata,

che ti condensi nel muro immoto,

come un lago che deborda.

Sei forse una vana speranza

o un oscuro presagio,

inscritto nel vortice 

impenetrabile della materia?

La tua forma cangiante

inesorabile mi sconcerta:

sei un’ anfora, un volto umano,

una distesa umida inerte.

(Ma cos’è in realtà questa

esistenza vuota, trascorsa 

negli anni neghittosi

osservando cose esanimi,

se non una chiazza opaca,

abbandonata senza scopo su 

un’algida parete ruvida?)

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