L’oblio della memoria
Frammenti spezzati di esistenze volate,
vissute dal finestrino del treno
che balena nella tenebra,
fendendo campi e ardui sogni.
Le città nere, con le case immote,
argentate dal plenilunio,
custodi silenti di segreti,
drammi e destini incrociati.
(Quante complesse realtà ho lambito, nella folle corsa verso il nulla eterno;
quanti attimi hanno contato veramente, in questa notte infinita?)
Migliaia di afflati sgorgano
dalle finestre spettrali,
urlando ai barbagli selenici
tutta l’ansia delle vane speranze.
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