Il sogno vivido

Diaspore cremisi 

di mutevoli intenti,

nella foresta incantata 

di Ipno ho rivissuto,

col sopore notturno

a farmi da suadente alleato.

Iperbolici voli nell’etere,

ebbri di fantasie pervinca

e abbagli di tese scintille,

distese nell’indaco immanente.

(Fame di idee e nubi indorate,

corrusche luci in magnetici sipari…

solo il sogno può soddisfare 

quest’ansia febbrile di vita!)

Nel teatro dei desideri 

i guizzi ferini delle immagini

si fondono coi ricordi strappati,

come fregi di stendardi,

simboli di casati ormai dissolti.

Il labirinto della memoria 

tutto mescola, mosaico adorno 

le cui tessere grondano 

di colori e aromi dispersi.

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