estratto dal libro di Giovanni Ollino

Il poema ispirato danza

nei campi di gemma, irrorati

dal nettare benedetto

del mistico seme lirico.

Come un volo d’airone,

l’alma semantica rapita

si fonde con la brezza

sibilante dell’estasi letea.

Oh, oceano vibrante di turchese,

fragrante di candide spume,

che dai alla luce la fulgida poesia,

violettea estensione tremula

di questa plaga incantata!

Nell’algido verno

i nivei runi si spargono

simili a fiocchi ghiacciati

ad ammantare le terre sepolte,

silenti guardiani in attesa

del risveglio di primavera.

Allora i fiori di papavero

rischiareranno i sentieri

del glorioso linguaggio,

come fedeli dioscuri del mattino.

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