di Chiara Casale

Il Fiore Lunare

Nell’immenso ed imponente oceano pacifico,

c’era una piccola isola popolata da fiori dall’aspetto magnifico.

Erano fiori di una bellezza abbagliante ed emanavano una luce radiante.

Chiunque da quelle parti si trovasse di passaggio,

non mancava di rendere all’isola omaggio.

Si narrava che i fiori portassero grande fortuna a chi li cogliesse,

così come a coloro che in dono li ricevesse. 

Questi crescevano e splendevano grazie al calore della luce solare, tutti,

tranne uno, che sbocciava solo di notte, quando il sole iniziava a calare.

Si trattava di un fiore davvero speciale: il giorno dall’aspetto brutale,

la notte meraviglioso, ma dal profumo letale.

Con il sole appassiva ed era privo di ogni splendore,

trascurato ed evitato, nessuno gli mostrava ammirazione. 

Con la Luna, invece, stupendo fioriva, quando, però, ogni altro fiore dormiva.

Gli animali notturni dal suo pericoloso odore si tenevano lontani,

così anche i più coraggiosi esseri umani.

Solo la Luna gli teneva compagnia e con lei si sentiva compreso, in armonia.

La notte, lei, gli dava conforto quando lo vedeva triste e nei pensieri assorto.

Gli diceva con tono rassicurante “Sei unico, non come le altre piante. Il

fiore più fortunato. Se il giorno fossi come gli altri, ti avrebbero già strappato”.

Il piccolo fiore faticava non poco a credere a quelle belle parole,

dalla Luna si sentiva apprezzato, dall’universo, invece, umiliato.

Lui agli altri fiori voleva assomigliare e con loro, almeno una volta, sbocciare.

Così, una notte, alla Luna rivolse una preghiera,

di conservare il suo aspetto reale, per poche ore di luce solare.

La Luna a malincuore, accontentò il suo amico fiore.

Ma con l’avvertimento che il sortilegio sarebbe durato

solo fino a quando il sole non fosse tramontato,

inoltre finché l’incantesimo fosse esistito,

nessuno il suo veleno avrebbe avvertito.

Il mattino seguente, con sua grande sorpresa, non era appassito,

ma era sveglio, bellissimo e fiorito.

Intorno a lui la natura era incantevole e nulla era sfiorito.

Quando sei sbocciato? Perché non ti abbiamo mai notato?

Iniziarono gli altri fiori a domandare.

Lui con gentilezza non esitava a spiegare:

Per la verità Sono un fiore Lunare, di norma solo con la luna posso sbocciare,

voi mi conoscete come un fiore appassito ed oggi per la prima volta sono fiorito.”

Gli altri fiori, invece di sembrare dalla sua storia incuriositi, dissero infastiditi:

Anche se la magia ti ha permesso di sbocciare, davvero credi di poterci assomigliare? Sei pallido e non puoi brillare, forse solo sfortuna puoi portare!”

In un attimo,  il piccolo fiore si sentì smarrito,

e da quelle parole davvero ferito.

Come potevano creature dall’aspetto così incantevole,

avere un animo tanto spregevole?

Poi d’un tratto, all’improvviso, un fiore vicino a lui venne reciso.

Erano arrivati gli umani visitatori, armati di forbici per recidere i fiori.

Quelli che con lui erano stati cattivi, ora tremavano, zitti ed impauriti. 

I più luminosi, di colpo, strappati, diventavano, uno ad uno, oggetti inanimati.

Il piccolo fiore terrorizzato, fissava la scena, pregando di essere ignorato.

E quando, anche lui, stava per essere tagliato, qualcuno urlò:

Non toccatelo, è un fiore avvelenato.”

L’arrivo del tramonto l’aveva salvato, perché il veleno era ritornato.

Quella stessa notte il fiore raccontò alla Luna la sua avventura.

Le disse che proprio la sua unicità lo aveva aiutato e

che mai più nessun altro fiore avrebbe invidiato.

Finalmente, si sentiva orgoglioso di essere un fiore lunare, e da quel giorno

la sua rarità imparò ad amare.