L’ Ansia e la Quiete

di CHIARA CASALE

La storia che vi voglio raccontare non è una delle solite che si sente narrare. 

È la storia di due anime inquiete senza pace e senza mete. 

La storia di un incontro straordinario e raro dal sapore un po’ dolce e un po’ amaro,  di due occhi neri e di una folta frangia:  questa storia ha inizio con una bimba di nome Ansia. 

Non era proprio una bambina comune,  poiché ad ogni forma di divertimento era immune. 

Non giocava con le bambole e non riusciva a essere di compagnia,  così con discrezione, degli altri bambini si dilettava a seguire la scia. 

Per quanto tentasse di farsi apprezzare non c’era nessuno che la riuscisse ad amare. In sua presenza tutti avvertivano una strana e fastidiosa sensazione alla pancia,  che ben presto soprannominarono proprio Ansia. Così, invece di interagire con lei o provare a capirla,  la allontanavano perché, per loro, era impossibile gestirla. 

Triste e umiliata, Ansia divenne arrabbiata.

Comprese che forse la sua vocazione era infondere fastidio e tensione. 

Con il passare degli anni, dalla fanciullezza alla maggiore età, Ansia, collezionò insofferenza e diffidenza a volontà.

Una notte d’autunno, costellata da mille comete,  andò a scontrarsi con un giovane uomo, il cui nome era Quiete. 

Scusatemi signorina,” disse l’uomo, dimostrandole insolita cortesia,  “stavo guardando il cielo e della vostra presenza non ho avvertito la scia,  non l’ho fatto apposta credete, lasciate che mi presenti, il mio nome è Quiete“. Ansia lo guardò con circospezione,  perché a quest’uomo la sua presenza non causava tensione? 

Così, sempre con sospetto, gli rispose di getto: “Signore dovreste fare più attenzione,  riprendo il mio cammino, perché non è prudente starmi troppo vicino.  Chi mi sta intorno avverte sgradevoli sensazioni alla pancia,  questo perché il mio nome è Ansia“.

 L’uomo invece di sembrare turbato, le sorrise e disse con tono pacato:

La vostra presenza non turba affatto la mia esistenza,  al contrario è un piacere fare la vostra conoscenza. Per scusarmi della mia distrazione, posso offrirle la colazione?

Anche se titubante, Ansia accettò l’invito di quell’uomo affascinante.  Così da una colazione alle prime luci del mattino, seguirono molti eventi,  molto più di un solo cappuccino.

Da un incontro casuale nacque un legame speciale,  Le loro storie, sebben diverse, erano similari, nessuno dei due era mai stato capito dai suoi pari. 

La calma di Quiete e la sua posatezza, negli altri generavano noia e freddezza.  A quanto pare il mondo rifiutava l’eccessivo tormento e la troppa pace,  pertanto da entrambe le emozioni era fugace. 

Ansia e Quiete erano universi unici e solitari in un mondo di cuori confusi e amari.  Per 7 anni dopo il loro incontro, vissero la loro vita uniti e soli, con il mondo sempre contro. 

Sulle sponde di un remoto lido avevano costruito il loro accogliente nido. 

Lui l’Ansia di lei placava e lei, talvolta, la Quiete di lui infiammava. 

Tutto ciò che mancava per completare il loro duetto era la nascita di un frugoletto.

In una notte dal cielo stellato, simile a quella del loro scontro fortunato, Ansia mise al mondo due pargoletti, Equilibrio e Serenità, gemelli perfetti.

Diventati abbastanza grandi per capire, i bambini, curiosi,  chiesero ai genitori di poter, il mondo, scoprire. 

Così Ansia e Quiete, sapendo di non poter tenere, per sempre, gli altri uomini lontani, decisero di fare ritorno tra gli altri esseri umani. 

Una volta tornati in città, temevano della gente la diffidenza e la crudeltà.

Ma contro ogni loro tetra previsione, per i due bambini,  nessuno provava ostilità o avversione. 

Equilibrio e Serenità insegnarono all’uomo ad amare le loro straordinarie peculiarità.

Le cose iniziarono a cambiare ed il mondo diventò presto un posto migliore in cui abitare. 

Nei giorni futuri, davanti ad una forte preoccupazione,  l’umanità imparò a trovare il suo equilibrio per gestire la situazione, mentre nei momenti di eccessiva irritabilità, si sforzò di non perdere  mai la serenità.