Proseguono le poesie di Chiara Casale, che questa settimana ci fa riflettere sul tema del tempo e della sua importanza. Grazie dell’attenzione e buona lettura.
L’orologiaio
Di Chiara Casale
Nel paese di “Facciam quel che ci va”, c’era una volta, un orologiaio, dotato, ovviamente, di estrema puntualità.
Era molto stanco della vita che conduceva, perché in quel paese nessuno faceva quello che doveva.
Ogni ritardo era tollerato e mai un appuntamento rispettato.
A chi interessava più che l’orologio davvero segnasse le ore, l’importante era che resistesse almeno all’acqua e al forte calore. Doveva leggere i messaggi e contare le calorie consumate e a nessuno importava, davvero, che le lancette fossero funzionanti o rovinate.
Così Il tempo veniva continuamente sprecato. Situazione che per un orologiaio era, ovviamente, un terribile peccato.
Del suo lavoro aveva perso interesse ed ogni giorno si chiedeva perché in quella città rimanesse.
Ogni cliente giunto in negozio dopo l’orario di chiusura, era per l’uomo seccante, come una piccola puntura.
Quando un dì, precisamente un martedì, rimase senza pazienza, meditò, all’improvviso, una idea geniale, dare ai suoi concittadini una bella lezione da imparare.
Di tutto il paese, per un giorno, gli orologi avrebbe fermato, e, così, un po’ di caos avrebbe creato.
Una notte uscì di casa incappucciato ed aprì tutte le porte in città con talento innato, dal pendolo più grande all’orologio da polso più piccino, fermò tutte le lancette del paese senza emettere il minimo rumorino. Poi soddisfatto del lavoro compiuto, andò a letto tutto compiaciuto.Tra i morbidi cuscini, euforico per la riuscita missione, prese un’ulteriore decisione.
Il giorno seguente avrebbe scioperato, consapevole che proprio l’indomani, il suo lavoro sarebbe stato più che apprezzato. Come previsto, la mattina seguente, lo scompiglio. Nessuna sveglia aveva suonato, nessuno si era svegliato, il tempo si era davvero fermato.
Così tutti i cittadini che fino a quel momento l’orologio avevano ignorato, si resero conto che mai così tanto, come quel giorno, la sua funzione avevano desiderato.
Unica soluzione era recarsi dall’orologiaio senza esitazione. Ma una volta giunti alla piccola bottega, ad attenderli, ecco, una serranda chiusa ed una spiacevole sorpresa.
Sulla porta un messaggio era stato lasciato, scritto dall’orologiaio con tratto accurato: “Signori e signore mi scuso per il disagio, oggi il tempo non sarà vostro privilegio, ma mio esclusivo agio, non lavorerò per 24 ore, così magari imparerete a rispettarne il valore, perché il tempo è bene prezioso con durata limitata, e la sua immensa importanza non va trascurata.”