Di Chiara Casale

Ospitiamo con grande piacere, da questa settimana e per tutto il mese di agosto, le poesie dell’amica e collega Chiara Casale, che ringraziamo.

Chiara ci descrive in rima i suoi pensieri, i suoi stati d’animo e le sue fantasie. Buona lettura!

I 4 treni

Sono sicura che nessuno sa, uno dei più grandi segreti che questa terra ha.  Tanto tempo fa, vennero costruite 4 linee ferroviarie, per 4 treni con fermate poco ordinarie.  Erano treni che si incrociavano costantemente, e sopra le persone, ignare, ci salivano continuamente.  Non erano visibili all’occhio umano e non potevano, nemmeno, essere toccati con mano.

Ma la loro presenza era in qualche modo percepita e da tutti fortemente avvertita. 

C’era il treno dell’Onestà, che fermava a Rispetto, Pazienza e Generosità

Poi Il treno della Tristezza, le cui fermate erano Solitudine, Delusione e Amarezza

Seguiva quello della Disonestà, il più pieno delle città,  con le stazioni di Egoismo, Maleducazione e Ostilità. 

Ed infine c’era il treno che più di rado passava e che solo poche volte si fermava,  soltanto se lo riuscivi a percepire ci saresti potuto salire;  le sue fermate erano la Speranza, la Quiete e la Serenità:  ecco, la linea della Felicità

Ogni giorno a seconda della giornata,  che la gente fosse triste, paziente, ostile o innamorata, sarebbe, comunque, salita ad una fermata. 

Un giorno, al capolinea di ogni stazione, arrivò un’improvvisa ed importante comunicazione. 

I quattro capotreni erano stati convocati dalla Grande Stazione. L’importante istituzione li chiamava con urgenza, per una questione d’emergenza.   A causa di gravi problemi finanziari, una linea sarebbe stata soppressa dai binari. 

La sorte avrebbe deciso il treno destinato, quale sarebbe stato il treno sfortunato?

In fondo, ogni treno svolgeva un importante attività.

Per esempio, quello dell’onestà impediva a quello della disonestà  di prendere il controllo della città, portando caos qua e là.

Il treno della tristezza aiutava l’uomo ad apprezzare fortuna e bellezza.  Inoltre se avesse smesso di funzionare, anche la felicità avrebbe smesso di passare. 

Senza dubbio, la linea della disonestà non poteva essere eliminata, essendo, purtroppo, quella più affollata.  

Infine, facile intuire l’immensa utilità del treno della felicità, nonostante il suo passaggio fosse scarso ed incostante,  esso restava il treno più importante.

Dopo un’attenta riflessione, fu subito chiaro che non aveva senso procedere con l’estrazione, così venne presa un’altra decisione.

Sospendere ogni settimana una linea a rotazione e  valutare, in seguito, per una decisiva cancellazione. 

Così i capotreni accettarono a malincuore la decisione. 

Dopo 4 settimane di valutazione, i dati mostrarono la seguente situazione: 

Nella prima settimana di sospensione, il treno dell’onestà subì l’interruzione,  con la conseguente diminuzione del passaggio della felicità, ed un radicale aumento di tristezza e disonestà.  Nella seconda settimana, quando toccò alla tristezza, i dati mostrarono, con chiarezza, un aumento importante di spensieratezza e felicità, ma ancora troppi erano i passaggi della disonestà. Quando fu poi il turno della linea disonesta, la gente sicuramente divenne più onesta,  ma anche di troppa gioia assuefatta e senza  tristezza sembrò matta. 

Al contrario, nella quarta settimana, nel mondo scoppiò una crudeltà disumana,  quando la felicità venne resa vana. 

Alla fine del periodo di sperimentazione e di sondaggi,  fu chiaro a tutti l’impossibilità di eliminare anche solo uno dei  4 viaggi. 

Ogni treno era essenziale, per cui doveva in qualche modo passare. 

Così, per diminuire i costi di gestione, alla fine fu presa un’ultima decisione.  I passaggi della tristezza e dell’onestà vennero mantenuti invariati,  quelli della disonestà sufficientemente diminuiti, mentre quelli della felicità discretamente aumentati.

In questo modo ogni uomo, ogni giorno, si sarebbe rispettato o lamentato,  odiato o amato, scendendo e salendo da un treno invisibile,  che nella vita è sempre e comunque inaspettato.