IL CIELO
Quel mattino terso e virginale
in cui mi donasti il cuore,
passavo lesto e gaudente
per le strade grigioperlacee,
col loro pallore d’acciaio
sotto il vento iemale.
Allora il cielo mi folgorò,
con le sue tinte di paradiso:
l’indaco si fuse col pervinca,
l’azzurro sfociò in celeste,
come il nostro afflato
d’amore,
sotto l’egida dell’algida aurora.
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