IL VENTO
Sibila il diafano auriga
spazzando evanide nubi,
araldo nei cieli di cristallo
che confonde i pensieri,
e mozza il respiro vernino
col suo soffio diaccio.
Rimescola le polveri,
divelle i rami esausti,
alla terra non da’ tregua:
un foglio si piega, si rialza,
non sa dove posarsi,
fa una macabra danza
negli angoli del cortile,
labirinto di idee confuse,
travolte dagli eventi.
Di affanni sparge le serate,
percorse dall’ululio
di quel canto selvaggio.
E intanto veleggiano le foglie,
portate sulle ali argentee,
disperse come vacui sogni,
nei paesaggi flagellati
dall’oblio dei sentimenti.
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