Liriche di Giacomo Franco
CLINAMEN
Nottambuli pensieri sempre uguali
oltre l’angolo del buio, oltre il tuo richiamo.
Se la pioggia sposta particelle di cielo
stasera sarà più grande il mare,
sarà più dolce la frusta della brezza.
Perché tu sei quello che sei
ma sei anche quello che non sei,
tu sei l’onda di risacca che non ritorna
e il binario di un treno senza più fermate,
sei tramonto illuminato a oriente
e sei giro di brezza del silenzioso autunno.
Ti ho sognata, con la voce di un’Empedocle
straniera tu mi parlavi, dicendo: noi
nella notte solitaria e cieca ci ritroveremo,
inseguendo il volto chiaro della luna,
come semplice gioco del buio più nascosto.
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